Pubblicata ieri la nuova puntata del mio audioblog caproni.org.
Siamo verso l’epilogo. Si resiste, ma “…non è finita ancora”. Per ora Sezis è all’Ospizio. Ammesso che la fine non sia che l’inizio.
La volta scorsa, tergiversando col cappello in mano, l’uomo scimmia ha fatto un gran fumo trascurando l’arrosto. Il testo, il contesto, la cornice… Riprende il discorso oggi al volo, quasi puntuale, una settimana dopo.
Ripassino.
Con Riconoscenza siamo – all’interno de Il Conte di Kevenhüller di Giogio Caproni – fuori dal corpus poematico principale (IL LIBRETTO, LA MUSICA), quello per intenderci ispirato al tema della caccia alla Bestia. Ne siamo usciti dopo Smorzando, tra echi lontani di spari sull’orchestra che sfumava in sordina; da quel passo in poi comincia un’altra musica, come l’autore sottolinea chiaramente titolando questo terzo tempo a caratteri cubitali ALTRE CADENZE.
Cadenza.
Tra queste cadenze altre, cadono – e insisto su questa caducità temporale per evidenti assonanze musicali ed esistenziali – le sezioni dette Galanteriee poi Versi Vacanti e tutto il resto del testo, fino alla fine. Terminata l’”Operetta a brani” il pubblico defluisce ciarlando fuori dalla sala; lascia il luogo…
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